Turn around

Con “turn around” si vuole comunemente indicare la cadenza III  VI  II  V   I . Dopo aver praticato e capito come sviluppare una semplice cadenza II V I , il passo successivo è proprio quello di accoppiare due cadenze II V di seguito.

Forma di base

La sua forma elementare coincide con quel “giro armonico”, noto a tutti i suonatori di chitarra, che serve ad accompagnare le canzoni italiane come “La gatta” di Gino Paoli o standard come “Blue Moon”. Si può dire che non c’è brano della tradizione popolare del 900′ che non contenga un “Turn-around” nella sua forma elementare. Tale giro appare, in tonalità di DO maggiore, nel seguente modo:  Cmaj7  Am7 / Dm7  G7 //  che espresso in GRADI (cioè generalizzato a qualunque tonalità) diventa : // I    VI / II    V //

 

Esempio in tonalita di Bb per pianoforte:

Sax tenore://C    Am7/  Dm7  G7 //

Sax alto:     //G    Em7/ Am7   D7  //

Concert:    //Bb   Gm7/ Cm7   F7  //

e suona cosi:

 


 

Dominante secondaria

Il Turn Around presente comunemente negli standards jazz si presenta invece nel seguente modo: III VI7 / II V / I .  Il primo grado come appariva nell’esempio precedente, viene qui sostituito dal Em che ha la stessa funzione armonica (vedi: cenni di armonia). La cadenza II V della tonalità risolve qui sul primo grado ma va osservato che il turn-around appare spesso anche senza risoluzione sul primo: (Em7 A7/ Dm7 G7). Modificato in questo modo il turn-around acquisisce la forma di due cadenze II V a distanza di tono intero concatenate dal fatto che il primo II V risolve in modo diretto sul II della cadenza successiva ovvero Em7 A7 risolve su D-7. Il fatto che il re si presenta minore non ne cambia la funzione di primo grado rispetto alla cadenza Em7 A7.

Sax tenore: // Em7  A7 / Dm7 G7 / Cmaj7/   %   //

Sax alto: // Bm7  E7 / Am7 D7 / Gmaj7/   %   //

Concert://Dm7   G7/ Cm7   F7  /Bbmaj7      /    %   //

 


 

 

La presenza di A7 introduce il ruolo delle Dominanti Secondarie (vedi Barry Nettles vol 2 pag 3) che arricchiscono la sonorità della cadenza con note extra tonalità lasciando tuttavia, alla melodia, un ampia libertà di manovra nella scala di impianto del centro tonale (nell’esempio DO maggiore). Volendo, al contrario, enfatizzare la tonalità temporanea richiamata dalla dominante secondaria (nell’esempio A7), è possibile costruire frasi musicali utilizzando la scala minore armonica di D in modo di assecondare pienamente la cadenza II V I di Dm. La scala minore che ci permette di costruire la cadenza II V è  quella minore ARMONICA. Gli accordi costruiti su di questa diventano  Em7b5 A7b9.

Sax tenore:// Dm7  G7 / Em7b5  A7b9 / Dm7  G7 / Cmaj7  //

Sax alto://Am7 D7 / Bm7b5  E7b9 / Am7 D7 / Gmaj7 //

Concert://Cm7   F7/ Dm7b5 G7b9/ Cm7   F7  /Bbmaj7  //